30/07/2013

Il peggio del peggio #2: (in)successi anni ’90

Oltre ai dischi da non avere negli anni ’80, esistono parecchie canzoni nei ’90 che mi hanno tormentato per molto, troppo tempo. Il decennio del 1980 era alle porte, finito il periodo in cui le donne portavano le spalline e gli uomini usavano la lacca sui capelli. Chiunque si sarebbe augurato la fine del declino, regalando a noi poveri mortali la prospettiva di un futuro migliore. Come sempre però non c’è limite al peggio e anche gli anni ’90 ci hanno vomitato addosso la loro abbondante dose di immondizia discografica.

10. No Doubt – Don’t Speak (1996)

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Se esiste al mondo una canzone che simboleggia il potere di diffusione e di distruzione delle radio, è “Don’t Speak”. Mi ha tormentato per mesi, con la stessa insistenza di una stalker. Si tratta di un pezzo alternative/soft-rock cantato in maniera pessima da Gwen Stefani, che in un secondo momento si è dedicata alla carriera da solista regalandoci musica ancora peggiore.

9. Ricky Martin – Livin la vida Loca (1999)

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Altra tremenda hit radiofonica. Cronologicamente ha dato il via al trend della musica latina da esportazione, tendenza che è giunta all’apice con il disco Supernatural di Santana, ampiamente riconosciuto come uno dei peggiori album della sua carriera.

8. Aqua – Barbie Girl (1997)

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Gli Aqua dovrebbero morire affogati. La loro inutilità sfiora quella di un frigo a pedali.

7. The Cranberries – Zombie (1994)

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Una lunga, interminabile camminata pseudo grunge tra i problemi dell’IRA con parole presumibilmente scritte da un pesce palla, cantate da una donna che sta apparentemente vivendo il più gutturale, inesorabile, pesante travaglio rispetto a qualsiasi altra partoriente che l’abbia preceduta.

6. Savage Garden – Affirmation (1999)

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Non so se il nome Savage Garden rispecchi una metafora della peluria corporea, o se voglia incitare l’ascoltatore a trasformasi in vegetale per meglio apprezzare la musica di questo cosiddetto gruppo. Fatto sta che questo pezzo decanta i più facili, vomitevoli, disgustosi positivismi nella storia della musica pop. I Savage Garden sono altri due personaggi di cui non sentirò mai la mancanza.

5. Celine Dion – My Heart Will Go On (1997)

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Una ballad che si è attaccata alla parte alta delle classifiche radiofoniche come una cozza con il suo scoglio. La voce di Celine in questo pezzo è riuscita addirittura a saturare la tristezza e la depressione residue dopo la vista di Titanic. Io sono tra quelli che avrebbe voluto vedere anche Celine Dion su quel transatlantico maledetto.

4. Backstreet Boys – I’ll Never Break Your Heart (1996)

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Generalmente sono contro la pena di morte, ma per i Backstreet Boys farei volentieri un’eccezione.

3. Hanson – Mmmbop (1997)

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Gli Hanson, ovvero “ma non dovevate essere a scuola?!”. Ecco cosa succede quando i genitori spingono i figli a fare i cantanti, senza mai averli sentiti cantare. L’immagine dei tre ragazzini biondi nel video di questo singolo è ormai indelebile dalla mia testa e mi tormenta nelle fredde notti di plenilunio. Hanno chiamato il loro album “Middle of Nowhere”, letteralmente “Nel mezzo del nulla”. Questa scelta avrebbe dovuto destare qualche sospetto, no?!

2. Cher – Believe (1998)

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Oltre alla morte della musica, questo pezzo sancisce la nascita dell’Auto Tune. Non ho bisogno di altri motivi per metterla in lista.

1. Los del Rio – Macarena (1994)

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Riesco facilmente ad immaginarmi una nuova versione della scena in cui Alex DeLarge, protagonista di Arancia Meccanica, subisce la terapia che dovrebbe guarirlo dalla violenza. In quel momento nella mia mente Alex viene torturato obbligandolo a sentire “Macarena” fino a quando il cervello non gli esplode. Ricordo che, ogni volta che la radio la passava (e ogni volta era una volta di troppo) vedevo le persone scatenarsi e ballare seguendo il tempo come in preda all’effetto di strane droghe. Rimanendo in tema, ha fatto più male alla musica questa canzone che l’eroina per le strade negli anni ’80.

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