Quando l’odio irrazionale raggiunge il limite – Raccontato dai Delain

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Cotto come un biscotto, ma sempre più motivato a condividere musica con voi, mi appresto a parlarvi di un gruppo poco conosciuto.
I Delain, capitanati dalla bella e carismatica Charlotte Wessels, sono una band metal sinfonico, con una vena particolarmente e stranamente pop, probabilmente dettata dalle influenze musicali della stessa Charlotte.
Dopo April Rain, secondo album dei ragazzi, molto bello ma, a mio parere, con pochi pezzi validi (notevole però la collaborazione con il bassista e cantante Marco Hietala, membro di Nightwish e Tarot. Non me l’aspettavo davvero) tornano alla carica con We Are the Others.

Non chiederò perdono però, per soffermarmi sul nome e sul significato che ne consegue.
Siamo nel 2007, nel Regno Unito. Sophie Lancaster e il suo fidanzato, Robert Maltby, stavano passando una tranquilla serata, quando ecco arrivare il gregge di pecore. E per pecore intendo un gruppo di ragazzi idioti, di mentalità ristretta e di facoltà mentali degne di una scoreggia. Sophie e Robert non erano altro che due semplici ragazzi che seguivano la cultura Goth, vestendosi di conseguenza.
Il gruppo di pecore ha così deciso di dedicare un po’ del loro inutile tempo e ossigeno a spezzare le vite di questi due innocenti, pestandoli a sangue a causa di questo loro modo di vestire.
I due amanti rimangono in coma in seguito all’attacco, ma purtroppo (anche per lui) solo Robert si risveglia, mantenendo dei danni permanenti al cervello. Per Sophie, purtroppo, non c’è nulla da fare e la famiglia decide di staccare la spina. 
Il gruppo di ragazzi verrà in seguito processato e condannato per omicidio intenzionale. Avrebbero dovuto rinchiuderli insieme ai simili di Sophie, avrebbero dovuto. La questione lascia molte domande, ma la risposta è una sola: i pregiudizi sono per le persone idiote e ignoranti, e come si dice, la mamma degli idioti è sempre incinta, ‘a vacca.

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Lasciando da parte divagazioni personali su questi incresciosi fatti, torno a parlare dell’album. Si nota fin da subito un cambio di stile, lasciando più spazio alla chitarra ora divenuta una 7 corde, molto più aggressiva e potente della precedente. Tutti gli altri lati invece di essere cambiato sono stati migliorati, ripuliti e perfezionati, eliminando quei piccoli difetti di mixaggio dei primi lavori.
Apre l’album Mother Machine, con un intro curioso dai rumori meccanici, per entrare in un riff metal aggressivo e una melodia accattivante, dandoci modo di capire su cosa si basano questi ragazzi. La violenza del metal, unita a melodie azzeccate e alla gran voce della Wessels.
Il seguente pezzo di valore è We Are The Others. Oltre ad essere musicalmente bella, contiene un messaggio importante e molto forte. Il caso Lancaster non è purtroppo isolato, come non sono poche le persone appartenenti a questa “diversità” culturale. Siamo tanti, siamo uniti, siamo “gli altri”. L’originalità non è un delitto, ma l’ignoranza e l’odio indiscriminato si.
Hit me with your best shot è il terzo pezzo che mi ha colpito, che fa pensare ancora al caso di Sophie per il testo. Un potente riff accompagna la sfida lanciata dalla voce, dando al pezzo la rabbia che la dolce voce non riesce a trasmettere. Adoro l’intermezzo di piano che gradualmente cresce fino ad esplodere nell’ultimo ritornello.
Curiosa I Want You, che inizia come la classica ballata piano/voce d’amore, sfociando nel delirio di una ragazza possessiva e ossessionata dal suo amante al punto tale che, non potendo averlo, decide di investirlo con una macchina. Musicalmente non è esaltante, una canzone come un’altra, però l’intermezzo strappa un bel sorriso..”How did that car get in your way..”.
Menzione speciale per Are You Done With Me. Un’iniziale supplica di pace sfocia nel grido disperato che accomuna tutti i perseguitati, a cui è dedicato l’album. La voce della Nostra riesce bene a comunicare emozioni forti in cui non tutti possono rispecchiarsi. I più vicini a questa canzone sono sicuramente gli stessi a cui è indirizzato l’album, coloro che si sentono differenti, derisi dalla società per la loro natura di essere, coloro che non sono accettati.
Un intro di piano confonde, facendo pensare ad un’altra ballad. Per fortuna no, a pochi secondo esplode la chitarra in tutta la sua rabbia con un piccolo solo veramente azzeccato, per lasciare spazio poi ad un riff molto lineare supportato da un lavoro di tastiera molto piacevole da sentire. Get The Devil Out Of Me ha un testo che può essere compreso in molti modi, ma Charlotte riesce ad addolcire le amare parole che canta in maniera magistrale, mantenendo però sempre un tono malinconico per enfatizzare il tema piuttosto triste, l’essere sbagliati essendo sè stessi.
In chiusura all’album abbiamo Not Enough, che parte con un crescendo strumentale fino a lasciar spazio al muro di chitarre che ci ha accompagnato per tutta la durata dell’album, il tutto condito da una deliziosa melodia di pianoforte. Curiosa e quasi dissonante la traccia di chitarra che troviamo nel Verse. Il ritornello d’altro canto, mantiene una chitarra solida e potente a supporto del grido, questa volta più rabbioso, di Charlotte. Grande intermezzo di cori, ottoni e pianoforte, per chiudere il tutto con un dolce vocalizzo della Nostra.

Ritengo questo l’album il meglio riuscito del gruppo, negli anni sono migliorati enormemente dal punto di vista della produzione e della musicalità, evolvendosi in un gruppo che meriterebbe più successo e attenzioni di quanto non ne riceva già. Non ho chiaramente citato alcuni pezzi in quanto non mi sono piaciuti particolarmente, musicalmente e soggettivamente parlando, ma se seguirete il mio consiglio e ascolterete questo fantastico e toccante disco, potreste rimanere piacevolmente colpiti dai brani che io invece non ho adorato.

L’argomento trattato dai ragazzi è sicuramente spinoso, toccante e di difficile dialogo, nonostante ampiamente riconosciuto. I “diversi” ci sono da sempre, una volta li mettevano al rogo, oggi li pestano a sangue. Continuerò sempe a chiedermi quale sia il problema nell’essere un individuo originale con una propria linea di pensiero, che non danneggi nessuno. La gente è stupida, e dovrebbero proibire l’accoppiamento ad omofobi, razzisti e idioti. Agli stronzi pure.
Siate voi stessi, siete più belli, ecco, l’ho detto.
Cheers.

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