Uno spaventapasseri non tanto spaventoso

Avantasia-The_Scarecrow-Frontal

‘Sera a tutti, un nuovo disturbatore della quiete pubblica si fa vivo sul nostro grande piccolo spazio di condivisione di deliri, scleri e occasionalmente qualche pensiero più normale.
Sono Moreno, la mia storia non è interessante ma le mie parole potrebbero esserlo.

Oggi voglio presentarvi il mio punto di vista su quello che è un album che ho sventrato, più e più volte, nel corso degli ultimi anni. Here we go!

Avantasia, nome molto conosciuto nel mondo del metal moderno. Nati dalla fervida mente di Tobias Sammet, frontman e cantante degli Edguy che, non pago del successo di questi ultimi, ha deciso di mettere insieme il suo supergruppo dei sogni.

tobias_sammet

Avantasia è la collaborazione tra Tobias e diversi grandi artisti, cantanti, chitarristi, per comporre la “Metal Opera”, fra l’altro primi due album creati dal gruppo.
Ma non sono qui per parlare di Tobias, degli Avantasia o di quanto siano buoni questi taralli che mi accompagnano nella recensione, sono qui per parlare di The Scarecrow.

L’album è stato creato in collaborazione con diversi artisti attivi nella scena metal moderna come Roy Khan (Kamelot), Michael Kiske (ex Helloween), Alice Cooper e tanti altri che non sto qui a citare, provenienti da diversi stili, dando alle canzoni un carattere sempre diverso, un po’ heavy metal, un po’  dark e, ovviamente, non mancano le ballate sdolcinate con pianoforte e acuti al limite delle corde vocali.

L’opening track, Twisted Mind, è un pezzo piuttosto semplice, non di grande impatto, che però scorre senza annoiare (troppo), non brutto, non memorabile. Ha un che di dejà-vu nella composizione che non lo fa spiccare per originalità.
Come secondo brano arriviamo al pezzo(ne) che da titolo all’album, The Scarecrow. A primo acchito, 11 minuti di pezzo possono spaventare (Pall Floyd Docet) ma in questo caso, si mantiene piacevole con una melodia interessante e degli intermezzi solistici, a mio avviso, ben realizzati. Da sentire anche nella versione Live nel DVD The Flying Opera, brividi all’intermezzo!
Shelter from the Rain, terzo brano dell’album, si guadagna il titolo, insieme a Another Angel Down e Lost in Space, di Metal da Radio, ovvero con melodie molto adatte al “grande pubblico”, molto orecchiabili e degne di un Bon Jovi, non che sia un male, assolutamente, semplicemente non è materiale che mi aspetto da questo artista.
Abbiamo le 3 ballad più sdolcinate dell’album inoltre, Carry me Over, What Kind of Love e Cry just a little. Tre pezzi molto emotivi, il primo più semplice e diretto, mentre gli altri due composti in modo più “forbito”, tra pianoforti, violini, angeli che cantano e pisciano, e quant’altro. What Kind of Love merita un plauso speciale per il duetto di voci, da brivido IMHO.
Per concludere, troviamo l’esotica e dark The Toy Master, una collaborazione con Alice Cooper, e si sente, un must da ascoltare, e le meno conosciute e più passabili Devil in the Belfry e I don’t believe in your love. Godibilissime ma nulla di speciale o originale, come lo sono ad esempio The Scarecrow o The Toy Master, personalmente insieme a Lost in Space, Carry me Over e What kind of Love, i pezzi meglio riusciti dell’album intero.

Per chiudere vi do solo un consiglio: compratelo. Sammett ha, come sempre finora, tirato fuori un prodotto che tutto sommato è validissimo e adatto alle orecchie di una buona fetta del pubblico. Il resto della torta fa mulinare la testa al suono di una chitarra a 8 corde troppo distorta. A chi piace quel genere di metal estremo sconsiglierei l’ascolto. Avantasia non sono brutali sebbene definiti metal!
In più la copertina l’è ‘popo fica.

Cheers.

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