Non tutti i mali vengono per nuocere: Billy Corgan and The Infinite Sadness

4MellonCollieHighRes

Billy Corgan, cantante degli Smashing Pumpkins ha sofferto di depressione per molto tempo. È stato abusato in giovane età e, come molte vittime di abusi, ha collezionato una serie di ansie e paure sufficienti a far impallidire il più insicuro e chiuso dei Prozac maniaci di quel periodo. Per questo incarnava alla perfezione il prototipo del front man di un gruppo di alternative rock degli anni ’90. Il tutto è perfettamente comprensibile, specialmente se il cantante in questione sceglie il nome del gruppo prima ancora di averne uno, come nel loro caso. Tutto è nato per gioco, secondo Corgan, inventandosi una storia diversa ad ogni intervista in cui il solito giornalista idiota e privo di fantasia gli pone la stessa grigia domanda: “da dove viene il nome Smashing Pumpkins?”.
A volte la sofferenza ti spinge a creare qualcosa. Chissà, forse per esorcizzare tutto lo schifo che hai ingoiato fino a quel punto, tutto quello che ingoi ogni giorno e tutto quello che dovrai ingoiare in futuro. Il percorso musicale degli Smashing Pumpkins è (quasi sempre) stato in evoluzione e lo si capiva già dal secondo disco, Siamese Dreams, che li ha proiettati in un mondo dove ascoltatori e critici non riuscivano ancora a pieno a capirli né ad accettarli.

Ci siamo evoluti dall’essere chiamati i nuovi Jane’s Addiction ad essere i nuovi Nirvana, ora pare che siamo i nuovi Pearl Jam“, dichiara nell’ottobre del 1993 alla trasmissione di MTV 120 minutes. I tempi erano ben diversi da quelli attuali. Innanzitutto MTV era ancora un’emittente che trasmetteva video di musica e non reality show di palestrati impomatati che si insultano, si picchiano e fottono alla luce del sole. Inoltre quel ramo della musica rock aveva voglia di gridare al mondo tutta la sofferenza che si portava dentro. Era come se i gruppi di allora avessero saputo rivisitare le origini, passando dall’immagine degli idoli per adolescenti ereditati dagli anni sessanta e settanta a quella generazione senza più sogni, ma con ancora un sacco di cose da dire. Cantanti come Kurt Cobain, Mark Lanegan e Billy Corgan hanno visto i loro sogni allontanarsi in volo e li hanno sistematicamente presi a sassate, dando origine ai brani più belli di quella generazione.

La prima volta che ho ascoltato Mellon Collie and The Infinite Sadness avevo 16 anni e, ammetto, mi ha aperto un mondo. Era il momento in cui il grunge andava di moda, in cui i giovani portavano vecchie Converse e camicie di flanella anche in pieno agosto. Era il momento in cui chiunque imparasse a suonare una chitarra ti rifaceva il riff di Come As You Are e ti guardava soddisfatto. Bei tempi.
Il punto è che in pochi avevano davvero capito da dove viene quella musica, così come pochi lo capiscono ancora oggi. Diavolo, io stesso ogni volta che riascolto questo disco ho l’impressione di cogliere qualcosa che prima, per distrazione o per mancanza di disponibilità, mi era sfuggito.

Il contrasto. Non è in fondo questo che rende il nostro mondo così fantastico? Il contrasto tra la rabbia di “Love” e la dolcezza di “Cupid De Locke”. Il contrasto tra musica e testo, che trasforma una ballad e la sposa con parole come See the devil may do as the devil may care/He loves none sweeter as sweeter the dare/Her mouth the mischief he doth seek/Her heart the captive of which he speaks. Come si fa a non innamorarsi di questa band?

Billy Corgan è una persona ordinaria che ha vissuto una vita straordinaria. Ha danzato con la distruzione come si fa con una bella amante in un tango appassionato, lungo quanto una vita. Lo dice chiaro e tondo ai giornalisti che lo assillano approcciandolo sorridenti e un po’ intimoriti. Come la bella Neph Basedow dello Houston Press che gli domanda come funziona il suo processo creativo e lui, col candore di un bambino risponde: “un buon artista dev’essere disposto a morire per quello che fa. La cosa divertente è che io sono già morto così tante volte“.

Nel corso della sua metamorfosi kafkiana ha superato tanti dolori, dal decesso della madre nel 1996 alla rottura del gruppo nel 2000, che si è poi riformato senza James Iha e Melissa Auf Der Maur. Se dicessi che gli Smashing Pumpkins di Zeitgeist sono gli stessi di Mellon Collie and the Infinite Sadness mentirei. Ma qui non è questione di meglio o peggio. Il suono è molto diverso, anche se il timbro è sempre quello di Corgan e anche se il suo range vocale fa sempre rabbrividire.
Io comunque per il futuro di questa grandissima band non mi preoccupo troppo. Tanto prima o poi moriamo tutti. Più volte.

 

Submit to reddit
  • Michele

    Bell’articolo. Confesso la mia storica non-infatuazione per gli SP, soprattutto a causa proprio della voce di Corgan (suppongo che in questi casi si dica “è particolare, piace o non piace”), ma affermo d’altronde di averli sempre apprezzati proprio per la loro (sua) capacità di esprimere il profondo malessere, a volte disperato, degli anni fine ’80-’90. In questo senso penso che siano quelli che sono andati più a fondo nella faccenda, in particolare con Mellon Collie (nel mainstream forse solo Gli Alice in Chains con la tragica voce di Staley sono riusciti ad esprimerlo in modo così disturbante) e per questo gli sono comunque affezionato, visto che quelli sono anche i “miei” anni… Sicuramente, dal punto di vista strettamente musicale sono parecchio più interessanti degli infestanti Nirvana. Per dire.

  • gabriele

    Grazie Michele. Non discuto sui gusti riguardo ai timbri di voce perché sarebbe come discutere sui sapori del cibo, si entra troppo nel personale e nel soggettivo. Ti invito, anche se immagino che sicuramente le conoscerai, a rivalutare alcune tracce dei Nirvana antecedenti a Nevermind e al loro successo in termini di vendite. Parlo in particolare di pezzi come “Molly’s Lips”, “Sappy” o “Floyd the Barber”. I primi due li trovi nella ristampa di Bleach del 2009, mentre il terzo è sul vinile, sempre di Bleach, pubblicato nel 1989. Te li segnalo perché so che li troverai meno “infestanti” rispetto al resto della loro produzione. Buon Ascolto.

    • Michele

      Ti ringrazio per la dritta…e in effetti Bleach ce l’ho 😉 (Insieme a quasi tutti gli altri: il feticismo x i supporti musicali non mi abbandonerà mai, tranquillo!) E non metto certo in discussione i Nirvana (per lo stesso motivo per cui non discuto – giustamentissimamente – sui sapori), solo …se dovessi indicare chi musicalmente mi stuzzica di più in quel panorama e in quel periodo, beh, ecco, sicuramente non sarebbero loro! Piuttosto gli SP, in effetti!

  • Pingback: Herman()

  • Pingback: Bradley()

  • Pingback: Wayne()

  • Pingback: Henry()

  • Pingback: Kurt()

  • Pingback: ronald()

  • Pingback: Lynn()

  • Pingback: lewis()

  • Pingback: Jesus()

  • Pingback: cory()

  • Pingback: pedro()

  • Pingback: gerald()

  • Pingback: Marion()

  • Pingback: kurt()

  • Pingback: Jared()

  • Pingback: chad()

  • Pingback: andy()

  • Pingback: Lyle()

  • Pingback: Clifford()

  • Pingback: arthur()

  • Pingback: matt()

  • Pingback: Jorge()

  • Pingback: jordan()

  • Pingback: russell()

  • Pingback: roberto()

  • Pingback: Harvey()

  • Pingback: Charles()

  • Pingback: Shawn()

  • Pingback: cory()

  • Pingback: juan()

  • Pingback: keith()

  • Pingback: Austin()

  • Pingback: Kyle()

  • Pingback: lloyd()

  • Pingback: nathaniel()

  • Pingback: Cory()

  • Pingback: Samuel()

  • Pingback: Matt()

  • Pingback: Wayne()

  • Pingback: lewis()

  • Pingback: Bernard()

  • Pingback: brett()

  • Pingback: tony()

  • Pingback: evan()

  • Pingback: Bryan()

  • Pingback: peter()

  • Pingback: Eddie()

  • Pingback: brent()

  • Pingback: bruce()

  • Pingback: Ernest()

  • Pingback: andrew()

  • Pingback: Andrew()

  • Pingback: Charles()

  • Pingback: ben()

  • Pingback: Carlton()

  • Pingback: max()

  • Pingback: Aaron()

  • Pingback: Joe()

  • Pingback: douglas()

  • Pingback: Jason()

  • Pingback: Brett()

  • Pingback: ralph()

  • Pingback: gene()

  • Pingback: Gregory()

  • Pingback: Marshall()

  • Pingback: donald()

  • Pingback: Billy()

  • Pingback: Joel()

  • Pingback: Rodney()

  • Pingback: Billy()

  • Pingback: Jesus()

  • Pingback: Nick()

  • Pingback: Johnny()

  • Pingback: adam()

  • Pingback: Danny()

  • Pingback: Lance()

  • Pingback: doug()

  • Pingback: otis()

  • Pingback: Thomas()

  • Pingback: orlando()

  • Pingback: Alberto()

  • Pingback: Hector()

  • Pingback: adam()

  • Pingback: Perry()

  • Pingback: rodney()

  • Pingback: doug()

  • Pingback: dennis()

  • Pingback: Ian()

  • Pingback: eugene()

  • Pingback: jesus()

  • Pingback: Lynn()

  • Pingback: karl()

  • Pingback: Randall()

  • Pingback: Ian()

  • Pingback: Philip()

  • Pingback: troy()

  • Pingback: jamie()